Storia dell’Osservatorio Vesuviano

Storia dell’Osservatorio Vesuviano

di Alessia Giannino

L’Osservatorio Vesuviano è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo. Esso fu fondato nel 1841 dal re delle due Sicilie, Ferdinando II di Borbone, ed inaugurato nel 1845 durante il VII Congresso degli Scienziati Italiani, tenutosi a Napoli.

L’osservatorio è stato costruito a due chilometri di distanza dal cratere del Vesuvio, in un periodo storico di entusiasmo per la scienza in generale e per gli studi sul magnetismo terrestre in particolare. La sua storia ha alternato momenti di splendore a quelli di declino.

Con l’eruzione del 1631 il Vesuvio assunse uno stato quasi continuo di attività che, già alla fine del XVII secolo, portò alla richiesta di monitoraggio continuo dei fenomeni per prevederne il comportamento. Questa istanza fu promossa dal re Carlo di Borbone.

Nel 1767 Giovanni Maria della Torre eseguì attenti studi di declinazioni magnetica e, nella prima metà dell’Ottocento, il Vesuvio era il sito vulcanico più analizzato al mondo, capace di attirare scienziati da tutto il mondo, tra i quali Charles Babbage, interessato a verificare le sue teorie sulla conduzione del calore.

Agli inizi dell’Ottocento, le accademie scientifiche chiesero ai vari governi la costruzione di un centro dove poter risiedere e Ferdinando II di Borbone esaudì la richiesta.

Il 16 marzo 1848 l’Osservatorio fu finalmente consegnato a Melloni il quale però, a causa delle sue idee liberali, dopo i moti del ’48 venne sollevato dall’incarico. Grazie al geofisico Luigi Palmieri le sorti dell’Osservatorio furono risollevate; infatti, nel 1856, fu completato con la costruzione di una torretta meteorologica. Palmieri realizzò il primo sismografo elettromagnetico della storia con il quale verificò la corrispondenza fra processi vulcanici e sismici.

Nel 1862 Palmieri preparò un programma di ricerca costituito da una rete di stazioni di rilevamento di diversi parametri, utile per poter, in qualche modo, anticipare l’attività vulcanica, dando vita al moderno metodo d’indagine.

Come abbiamo accennato in precedenza, non mancarono i momenti drammatici per l’Osservatorio e i suoi ospiti, in quanto nel 1872 venne circondato da un’ondata di lava e rimase isolato per qualche giorno. Altro momento triste per l’Osservatorio fu durante la guerra, quando gli alleati requisirono il centro. Inoltre, dal 1983, al culmine del bradisismo flegreo, la sede operativa fu spostata in un edificio pubblico a Napoli, sulla collina di Posillipo.

Oggi, la sede operativa di ricerca e sorveglianza è a Napoli, in Via Diocleziano 328, mentre la sede storica sul Vesuvio ospita un Museo vulcanologico nel quale si possono ammirare anche gli antichi strumenti meteorologici e geofisici ideati dagli illustri scienziati che vi hanno lavorato per oltre 150 anni.

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