Tre mostri a spasso per Napoli

Tre mostri a spasso per Napoli

di Saverio Pizza

Napoli negli anni ha fatto da sfondo ai più disparati avvenimenti e ha attratto grandi personaggi.

Oggi vi vogliamo parlare di tre strane creature, alcune fantastiche e altre appartenenti al mondo reale, che hanno solcato i vicoli della nostra città; creature tutte catalogabili nella categoria “Mostri“.

Niente di meno mostri a Napoli? Brrrr… accendete la luce, se siete al buio, e continuate a leggere!

Il primo è il prodotto della fantasia della scrittrice Mary Shelley che, avendo soggiornato a Napoli ne rimase, ca vans sans dire,  talmente affascinata da far nascere il protagonista di una pietra miliare della letteratura di genere proprio nella nostra città. Stiamo, ovviamente, parlando del libro “Frankenstein”, dove è proprio Victor Frankenstein, papà della creatura mostruosa oggetto del romanzo (e quindi egli stesso mostro anche se con altre accezioni), ad asserire in prima persona: “Io, il loro primo bambino, nacqui a Napoli (…)”.

In effetti Napoli ha dato i natali (ma anche le pasque e le epifanie) a tanti “sciut’ e cap’”…

Il secondo è ben più terribile ed è un mistero ancora da svelarsi. Vi dico subito che parliamo dell’incarnazione del male, Vlad Tepes III detto “L’impalatore“, meglio conosciuto come Conte Dracula; se prima avete acceso le luci qua vi consiglio un faro da 1000 Watt!

Booking.com

Ma cominciamo dall’inizio: siamo nel 1476, Vlad III è sconfitto in una battaglia contro i turchi e viene dato per morto. L’impalatore (senza offesa) ha una figlia, Maria, che ha solo 7 anni; questa bimba viene presa sotto le amorevoli cure di Ferdinando d’Aragona, Re di Napoli, che la fa condurre in Italia.

Ma perché Ferdinando si accollerebbe questo fastidio, per una sconosciuta per giunta? Beh, perché forse la piccola Maria non era, poi, tanto sconosciuta: il nonno della piccina e il papà di Ferdinando, infatti, erano entrambi appartenuti all’Ordine del  Drago, un ordine militare del Sacro Romano Impero Germanico, istituito dall’imperatore Sigismondo per contenere il potere dell’Impero Ottomano!

Non solo, “il buon Ferdy” dà addirittura la fanciulla in sposa al suo primo nipote, Giacomo Alfonso Ferrillo. A questo punto c’è da fare una premessa: Maria arrivò a Napoli alla stregua di una piccola orfanella, senza alcuna notizia riguardo chi fossero i suoi genitori, né lei, tantomeno, ha mai rivelato le sue origini.

Ora comprenderete che, va bene essere gentili ed aiutare la nipote di un “conoscente”, ma non è che il Re di Napoli fa sposare a cuor leggero il suo primo nipote con un’orfanella: se ciò è accaduto è perché, probabilmente, la piccola Maria doveva essere veramente di alto lignaggio ed erede, chissà, di un grande regno. Tra l’altro questa bambina slava, di cui tanto si parlò al suo arrivo, faceva di cognome “Balsa” che secondo alcuni significa “figlia del Drago” (ricordiamo che anche Dracula significa la stessa cosa) e secondo altri “baltica”.

Balsa, nell’arrivare a Napoli, portò con sé il corpo del buon vecchio Dracula, che venne sepolto nella tomba della famiglia Ferrillo, all’interno del chiostro della Chiesa di S. Maria La Nova.

Trattandosi  del soggetto in questione, non è che la figlia potesse dar pubblicità alla cosa facendo fare una lapide con su scritto “qui giace la buon’anima di mio padre, Vlad III detto Dracula, la figlia devotamente pose…”, per cui non è improbabile che si sia servita di simboli misteriosi.

La tomba dove, quindi,  potrebbe trovarsi sepolto il corpo del Conte, in effetti è alquanto singolare in quanto ricca di segni non comuni nei mausolei funebri delle nostre parti.

Si inizia con il dragone scolpito sul cimiero dei Ferrillo (riferimento chiaro a Dracula), si continua poi con la rappresentazione  della città di Tebe, che dovrebbe rievocare il nome “Tepes”.  Ancora, sullo stemma dei Ferrillo, vi sono tre stelle: quella centrale è “storta” o, per dirla correttamente, è leggermente traslata con la punta inferiore rivolta verso il basso, a simboleggiare la discesa verso gli “inferi”.

Troppo poco dite voi? Ahhh  ma siete incontentabili!

A questo punto ci viene in aiuto Paolo Barbuto, giornalista de Il Mattino, il quale in passato ha reso noto che l’interno della tomba è stato analizzato con una termocamera che ha rivelato alcune cosucce interessanti.

Tipo che al di sotto dello stemma è presente un unico, singolo punto che emana un calore fuori dalla norma, assolutamente inspiegabile.

Così come, sulla base del marmo, è visibile un segno che dall’esterno sembra una croce ma che all’interno (della tomba), non visibile, continua e termina con un otto capovolto, chiaro simbolo demoniaco.

Sembrerebbe che in un prossimo futuro, ottenuti i permessi necessari, la tomba verrà aperta per rivelare tutti i suoi segreti.

Ma, dico io, è necessario trovare una soluzione a questi inquietanti misteri?

Già ci hanno tolto Babbo Natale e la Befana, perché non lasciarci qualche cosa su cui fantasticare?

Io trovo che avere almeno il dubbio che Dracula sia sepolto a Napoli sia una bella cosa… lasciatecelo!

Infine, last but not least, il terzo personaggio è il più terrificante. Non saprei dirvi se è più un mostro, un extraterrestre o un super eroe. Di chi si tratta?

Dell’unico, vero, autentico, inimitabile… Diego Armando Maradona, mostro sacro del calcio mondiale , che dal  1984 al 1991 è stato nostro onorato concittadino.

Alla fine di tutto, qual è la morale di tutta questa storia?

Uno: di andarvi a (ri)leggere il libro “Frankenstein”;

Due: di andarvi a visitare il chiostro di Santa Maria La Nova; il primo spavento ve lo prenderete all’ingresso… a pagamento (ma ne vale assolutamente la pena)!

E tre… beh andatevi a rivedere le giocate, i goal e le interviste di Maradona ma soprattutto andatevi a leggere attentamente l’articolo del nostro Gaetano Mango.

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!