Villa Ebe: tra bellezza e degrado

Villa Ebe: tra bellezza e degrado

di Chiara Scaramella

Costruita nel 1922 da Lamount YoungVilla Ebe sovrasta Pizzofalcone e gode di un’incantevole vista sulla città. Questa è uno dei tanti palazzi costruiti a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, che testimoniano il liberty napoletano.

La villa che possiamo ammirare adesso è ben diversa dal progetto iniziale dell’architetto, poiché esso prevedeva due edifici distinti; purtroppo però durante la seconda guerra mondiale, uno dei due venne raso al suolo da un bombardamento e mai più ricostruito.

La parte rimasta integra si sviluppa su 5 livelli costruiti in pietra lavica, che sono incastonati a ridosso della parete di tufo del fianco occidentale del monte Echia, a formare un pittoresco edificio in stile neo gotico. Degna di nota è sicuramente la torre quadrata dell’edificio, con i suoi contrafforti ottagonali e le sue finestre ad arco in pieno stile gotico.

Utopista, inventore, ingegnere di una Napoli moderna”, queste sono le parole affisse all’ingresso della villa per ricordare e descrivere colui che la ideò: Lamout Young, appunto.

Fonte: identitàinsorgenti

L’architetto, di origini scozzesi, amava profondamente Napoli e fu ideatore di molti altri progetti durante il periodo di re urbanizzazione della città, come per esempio il castello Aselmeyer di Corso Vittorio Emanuele, i progetti per la metropolitana di Napoli (che però non vennero mai realizzati) ed altri numerosi palazzi in stile liberty, sempre sul corso Vittorio Emanuele.

Young ideò il castello per adibirlo a sua dimora personale, dove visse con sua moglie dalla quale la villa prende nome. Dopo il suicidio dell’architetto la moglie continuò a vivere nel castello fino al 1970, quando la villa fu affidata alle mani del Comune di Napoli che aveva intensione di renderla un museo dedicato al Liberty napoletano.

Booking.com

Questo purtroppo fu un bruttissimo momento per l’edificio che, vittima della lenta burocrazia napoletana, cadde rapidamente in rovina. La villa, infatti, fu occupata dai clochards e totalmente abbandonata . Successivamente, nel 2000, venne appiccato un incendio doloso che distrusse tutti i saloni interni, tutto l’arredamento di pregio e le meravigliose scale in legno del castello.

Più tardi, nel 2005 e poi nel 2008, si stabilirono diversi progetti e finanziamenti per la riqualificazione di Pizzofalcone, che prevedevano il restauro dell’edificio, che però furono bocciati dalle autorità poiché l’amministrazione non fornì la necessaria documentazione affinchè il progetto potesse essere approvato.

Dal 2014 al 2015 l’associazione “Vulcano Metropolitano” ha reso possibile la potatura e la messa appunto del verde nel giardino della villa grazie a  due stagioni artistiche dedicate alla beneficenza, in attesa che vengano stanziati i fondi per la ristrutturazione dell’edificio.

Ora come ora, però, la situazione continua ad essere la stessa,  l’edificio continua a vivere nel degrado e dei fondi non si vede neanche l’ombra.

Fonte: urbanpost

 

You might also like

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!