Vivara, buone notizie: il ponte sarà calpestabile entro l’estate 2017

Vivara, buone notizie: il ponte sarà calpestabile entro l’estate 2017

di Simona Vitagliano

Vivara, quella virgola incastonata in mezzo al mare, non calpestabile ormai da moltissimi anni a causa di problemi burocratici e logistici, potrebbe rivedere la presenza umana sul suo suolo in breve.

L’input definitivo è arrivato da un post su Facebook, inserito da Antonio Carannante, avvocato ed assessore di Procida, responsabile di una delle deleghe, appunto, che vedono implicato l’isolotto, che diceva: “Vivara. Continuano lavori. Dopo la staccionata di legno sulla discesa di S. Margherita e il parapetto al ponte, in questi giorni, grazie al Comitato di gestione della Riserva con l’arch. Rosalba Iodice, si procede anche ai lavori al sentiero e allo spostamento del cancello alla fine del ponte per restituire quest’ultimo alla comunità. Proseguiamo“. Il post, che ha riscosso notevole successo perchè sono in tanti, ormai, ad aspettare il momento della restituzione al pubblico della riserva naturale più incredibile, forse, dell’intera Campania, è stato subito segnalato anche dall’Associazione Vivara Onlus – Amici delle piccole isole, corredato delle foto scattate dallo stesso Carannante.

Una lunga battaglia, quella per la riapertura di Vivara al pubblico, che sta tenendo col fiato sospeso tantissimi napoletani e turisti.

Il ponte, infatti, in teoria, sarebbe tecnicamente un “camminamento per tubature“, non idoneo, quindi, per sostenere il peso (anche a livello di responsabilità) del transito di persone, che sia a piedi o tramite automezzi di qualunque natura. Inoltre il parapetto sarebbe legalmente troppo basso per garantire la sicurezza dei passanti. Ecco perchè il primo passo è stato quello di scegliere la messa in sicurezza del pontile. Ma le beghe non finiscono qui.

Se da un lato è stato “facile” e possibile affidare in gestione la struttura in metallo, appartenente alla Regione, al Comune, che da tempo era interessato a renderla agibile per il transito pedonale, dall’altro questo minuscolo pezzo di terra immerso in mezzo al mare è anche al centro di una diatriba piuttosto complicata e accesa per la custodia e la proprietà. L’isolotto, infatti, sebbene sia dichiaratamente riserva naturale dello Stato e parco archeologico con scavi micenei (attualmente curati dal Suor Orsola Benincasa), è di proprietà privata dei discendenti del medico Domenico Scotto Lachianca, che ne rivendicano la proprietà insieme, però, alla Fondazione Albano Francescano, l’ospedale che ne è stato detentore per parecchio tempo.

Uno “scoglio alberato di 0.4 chilometri quadri“, come lo chiama il giornale Repubblica, dove, nonostante non ci si possa mettere piede, ci si ritrova al centro di numerosissime teste, perlomeno a livello burocratico, tra cui anche la Soprintendenza alle Belle arti e al Paesaggio, che ne tutela e vincola i sentieri e le vecchie costruzioni borboniche, e il Comitato di Gestione, che si occupa della gestione ordinaria. Insomma, un puzzle di scartoffie difficilmente risolvibile, se non con il tempo.

Nonostante tutto questo, però, i lavori proseguono, per anticipare i tempi ed accompagnarli, quando saranno maturi, per la svolta definitiva.

Dalle dichiarazioni di Carannante è possibile capirci qualcosa in più sulla natura dei lavori e sui passi in avanti fatti fin’ora, avendo anche un po’ più chiari i primi obiettivi: “La struttura del parapetto laterale, in ferro zincato, è realizzata con una griglia stretta, senza alcun rischio per i più piccoli. Un lavoro, applicato per tutti e 360 i metri del camminamento, solo all’apparenza semplice;  il tempo maggiore l’ha richiesto, ancora una volta, la burocrazia, con l’attesa dei nulla osta di Regione e Soprintendenza. Finalmente apriamo a tutti almeno il ponte: una bella passeggiata, panoramica e sicura, sul mare; il cancello sarà spostato all’ingresso della riserva naturale”.

Intanto, la ringhiera è stata alzata di 10 centimetri e, il sopracitato Comitato di gestione, congiuntamente al Comune, sta lavorando all’agibilità dei sentieri dell’isolotto.

Ma non è tutto: c’è anche un’altra bellissima iniziativa che sta coinvolgendo i territori di Vivara per un progetto a livello mondiale.

“Guinness World Record-Abbracciamo Vivara”

Il 9 Settembre 2017 sarà, per certo, qualunque siano le condizioni burocratiche, una data importantissima per Vivara. Sono stati, infatti, coinvolti 1145 gli istituti, scuole medie e licei, e 1.181.659 studenti lombardi, per il progetto “Zero Waste-World Guinness Record Abbracciamo Vivara”: l’idea è quella di portare all’isola “un abbraccio da guinness“, tramite piccole barchette, rigorosamente senza motore. L’idea arriva dal fondatore del Movimento Eco Sportivo, Carlo Ferrari, già autore dell’iniziativa, sempre nell’ambito dei Guinness, nel 2001, che ha visto realizzarsi il ponte tibetano più lungo del mondo, sempre tra Procida e Vivara.

Gli obiettivi, però, sono molto più profondi e importanti del semplice Guinness World Record. Ferrari ha infatti affermato: “Si tratta di uno straordinario percorso di coinvolgimento di circa tre milioni di studenti in tutt’Italia, ai quali chiederemo di suggerirci soluzioni semplici per un’efficace realizzazione di questo nuovo Guinness all’insegna dell’ambiente, nonché l’individuazione delle metodologie che ci permetteranno di impattare il meno possibile nelle due aree marine protette ospitanti. Chiederemo agli studenti anche consigli su come riciclare tutti i materiali utilizzati per la realizzazione del Guinness. In più, tutti coloro che suggeriranno le soluzioni più ‘green’ verranno anche premiati”.
Grazie alla partecipazione della Sportec, agenzia formativa riconosciuta dal Miur, è stata possibile anche una partecipazione di altre Regioni italiane, che affiancheranno la Lombardia in questa impresa: Lazio, Campania, Sicilia ed Abruzzo.

Insomma, l’attenzione che Vivara ha sempre meritato sta già portando numerosi frutti: la speranza di tutti è che, finalmente, questa meraviglia possa tornare ad essere, rispettosamente e nella maniera più ecofriendly possibile, visitata. Il rovescio della medaglia, infatti, potrebbe essere rappresentato soltanto da una cattiva gestione del turismo, che potrebbe portare a danni ecologici e/o vandalici; a quel punto l’isola farebbe meglio a tenere lontani gli umani, o gran parte di essi, definitivamente.

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