Vivara riaprirà al pubblico (?)

Vivara riaprirà al pubblico (?)

di Simona Vitagliano

Qualcosa si muove intorno a Vivara, finalmente.

C’è chi dice si tratti della solita “bufala” e chi, invece, è convinto che siamo alla svolta storica per questa incredibile virgola di terra immersa nel Mediterraneo, svincolata dall’uomo da quasi 15 anni.

Allo stesso modo, c’è chi sarebbe felice di un ribaltamento della situazione, a favore di una prossima “liberazione” dell’isola, consentendo una chance enorme al turismo, e chi, al contrario, vorrebbe preservare questo Paradiso incontaminato, per sempre, dal piede umano.

Avevamo parlato di Vivara qualche tempo fa in un lungo articolo, ripercorrendo la storia di questo incredibile territorio a livello culturale e giudiziario.

L’anno scorso, si era detto, l’isolotto pare fosse finalmente passato, dopo anni di tira e molla, nelle mani di un privato, lasciando qualche speranza in più sulla sua “emancipazione” dalle catene della burocrazia e delle istituzioni.

Speranze che si erano spente nel momento in cui il ponte di collegamento con Procida era stato dichiarato non sicuro per il transito.

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Oggi, finalmente, è saltata fuori qualche notizia che fa sperare in un futuro diverso per questa meraviglia della natura, che si trova incredibilmente a due passi da noi.

Sulla pagina facebook dell’Associazione Vivara Onlus è comparso ieri un articolo del quotidiano di Procida:

Antonio Carannante, Assessore comunale di Procida, con delega per Vivara:
“Oggi aggiudicati lavori di messa in sicurezza al parapetto del ponte di Vivara. Siamo vicinissimi all’apertura anche con l’intesa con Università suor orsola benincasa per visitare scavi micenei. Proseguiamo. Ringrazio francesco ferrandino de il golfo per l’intervista”.

Quotidiano di Procida.

Quotidiano di Procida.

Si legge poi, su un articolo de IlGolfo24.it:

L’isolotto di Vivara riapre finalmente al pubblico, dopo quasi tre lustri di pressoché completa chiusura. Lo annuncia, visibilmente soddisfatto, l’assessore Antonio Carannante:  «L’apertura al pubblico dell’isolotto è ormai imminente.  Ho appreso delle iniziative degli ultimi giorni di associazioni locali in favore del suo accesso, ma esse sono già superate in quanto, come più volte preannunciato nei giorni scorsi,  manca ormai davvero poco all’apertura al pubblico». Come alcuni ricorderanno, la piccola isola è al centro di un annoso contenzioso tra gli eredi di Domenico Scotto La Chianca, proprietario di Vivara fino al 1940, e la fondazione  “Albano Francescano”, che da allora ne ha detenuto la titolarità, contenzioso sulla quale dovrà infine pronunciarsi la Corte di Cassazione. Qualunque sarà l’esito della controversia, in ogni caso non influirà sulla fruizione dell’isolotto, che nel 2002 è diventata riserva naturale statale oltre che sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale. «Vivara è concretamente parte integrante della nostra comunità – afferma Carannante – e le iniziative dei cittadini negli ultimi giorni lo confermano. Stanno per essere aggiudicati i lavori di messa in sicurezza del passaggio sul ponte, e a brevissimo aprirà anche il Centro Visite nella Stazione Marittima presso il quale si potranno prenotare le escursioni sull’isolotto. Infatti quest’ultimo è una Riserva Naturale cd. “Orientata”, cioè una riserva che va gestita con visite controllate e in maniera tale che, oltre alla conservazione del territorio, vi sia lo sviluppo naturalistico di quest’ultimo. Sono inoltre in via di installazione i bagni ecologici e le telecamere per la sicurezza dell’accesso». Una riapertura in grande stile, per quello che fu anche un antico insediamento commerciale greco-miceneo, risalente addirittura al quattordicesimo secolo avanti Cristo.

Di certo, notizie come queste sono state spesso raccolte dalla stampa negli ultimi anni, lasciando poi con l’amaro in bocca i più speranzosi.

Ma questa volta pare ci sia qualche elemento nuovo, qualche spazio di legalità maggiore e un margine di speranza davvero concreto sulla questione.

Ci terremo aggiornati su ulteriori sviluppi, augurandoci, contemporaneamente, che, qualora l’uomo dovesse tornare a mettere piede su quell’isola, lo faccia nella più totale consapevolezza e nel più assoluto senso di rispetto.

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